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venerdì 24 luglio 2015

James Joyce


James Joyce nasce, primo di dieci figli, da John Stanislaus  e Mary Jane Murray, a Dublino, il 2 febbraio 1882. La madre è una tipica madre irlandese, fervente, timorata e cattolica; il padre, di temperamento artistico e umorale, amante della musica e del bel canto è orgoglioso e generoso, grande oratore, bevitore instancabile e convinto parnellita.
Dal sobborgo alla moda di Rathgar la famiglia si trasferisce a sud, sul mare, a Bray, un piccolo centro residenziale dove vi rimangono sino al 1892.
E' il padre il primo estimatore del talento di James, che decide di dargli la migliore istruzione che si potesse scegliere in Irlanda: lo iscrive ancora piccolo, nel settembre del 1888, al Clongowes Wood College, il collegio gesuita più prestigioso d'Irlanda, a quaranta miglia  da Bray. Rientrando in famiglia solo per le vacanze, Joyce vi rimane fino al giugno 1891. Il ritiro di James da Clongowes coincide con l'aggravarsi della situazione finanziaria e anche con il trasferimento da Bray a Blackrock, un po' più vicino a Dublino.

Nel 1893 da Blackrock la famiglia ritorna a Dublino dove, dopo aver frequentato per pochi mesi la scuola dei "Fratelli Cristiani", James e il fratello Stanislaus vengono mandati al Belvedere College, ancora una scuola di Gesuiti, dove rimarranno fino al 1898. Sono anni in cui l'adolescente Joyce si esprime in forme essenziali, in liriche intimistiche intitolate Moods.
Nel 1899 James Joyce si iscrive all'Univesity College di Dublino. Qui, grazie a padre Carlo Ghezzi, inizia l'amore per gli scritti di Dante e D'Annunzio, spingendolo a studiare e ad interessarsi alle lingue. In questo periodo Joyce definisce le ragioni del proprio rifiuto di ogni provincialismo per una scelta europea. Ne è testimonianza il breve scambio di corrispondenza con Ibsen. Nell'estate del 1900 viaggia con il padre dapprima a Londra e in seguito a Mulligar, nel centro dell'Irlanda.
Il 31 ottobre 1902 si laurea, ma sostenuto dal padre, un mancato medico, si iscrive alla facoltà di medicina del St. Cecilia, che poi abbandona per la Sorbona.
Nel corso del 1903 scrive una serie di brevi recensioni, certamente occasionali, per il "Daily Express" di Dublino.

Il primo Aprile 1903, mentre era a Parigi viene a conoscenza della malattia della madre e decide di ritornare a Dublino. La mamma muore all'età di 44 anni per un cancro al fegato il 13 agosto 1903.
Il 16 giugno 1904 incontra Nora Barnacle, una ragazza semplice, di 18 anni, figlia di un fornaio povero ed ubriacone, di Galway. Superate varie difficoltà, sia quelle di mantenere il segreto con la famiglia di Nora che di procurarsi del denaro, James e Nora si imbarcano separatamente sulla nave che li porterà prima a Londra e poi a Parigi. Ha inizio così l'esilio volontario del giovane artista cittadino del mondo. Dopo essere passati per Parigi Nora e James raggiungono Trieste, dove, con l'aiuto di Almidano Artifoni, James riesce ad ottenere un incarico di insegnante alla Berlitz School di Pola, a duecento chilometri da Trieste.
Il soggiorno a Pola viene interrotto dalle autorità austriache, che emanano un ordine di espulsione per tutti i cittadini stranieri. Con la promessa di un posto alla Berlitz School di Trieste, i due si trasferiscono nella città che li ospiterà per dieci anni.
Dopo la nascita di Giorgio, il primogenito di Joyce e Nora, la famiglia ha bisogno di più soldi e con la scusa della nostalgia e l'offerta di un posto come insegnante, Joyce invita a Trieste suo fratello Stanislaus. Nel 1907 scrive qualche articolo per "Il piccolo della sera" e si offre come inviato in Irlanda per il Corriere della sera, un'offerta che venne declinata. Nei primi di maggio dello stesso anno viene pubblicato "Chamber Music". Subito dopo la pubblicazione la salute di Joyce subisce un colpo. Oltre ai problemi di cuore, agli incubi e l'irite, contrae una forma di febbre reumatica che lo debilita per molti mesi, riducendolo inizialmente quasi alla paralisi. Il 27 luglio nasce Lucia, la  sua seconda figlia.
A Trieste lo scrittore riesce a convincere  quattro commercianti ad investire qualche capitale nella gestione di una sala cinematografica a Dublino. Qui riesce ad aprire il cinema Volta ma l'impresa è destinata a durare poco.
Nel 1911 si reca a Dublino con il figlio per raggiungere Nora e la piccola Lucia in visita alla famiglia per la prima volta dal 1904. James riprende i contatti editoriali per Dubliners ma Roberts gli propone ulteriori modifiche al testo. La sera stessa dell'11 settembre 1911 Joyce lascia definitivamente l'Irlanda, con la promessa di non farvi più ritorno.
Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale alcuni amici nella borghesia triestina lo aiutano a fuggire a Zurigo dove conosce Frank Budgen, che diventerà un consulente nella stesura di Ulisse e Finnegans Wake, e, ancora grazie a Pound, dell'editore Herriet Shaw Weaver che gli permetterà negli anni successivi di dedicarsi solamente alla scrittura, abbandonando quindi l'insegnamento.

Nel 1918 la rivista statunitense Little review pubblica alcuni capitoli dell'Ulisse. Nel 1920 incontra Ezra Pound a Sirmione, che  lo invita a Parigi. Joyce era ritornato l'anno prima a Trieste ma trova la città all'improvviso troppo provinciale e poichè i rapporti con suo fratello sono ancora molto tesi, non esita a recarsi a Parigi. Inizialmente doveva restare per quindici giorni, ci rimase vent'anni.
Nel 1921 termina la stesura di Ulisse che viene pubblicato da Sylvia Beach, americana e titolare della libreia parigina "Shakespeare & Co., con l'aiuto di Adrienne Monnier, il 2 febbraio 1922, giorno del quarantesimo compleanno di Joyce. 
L'anno successivo inizia la stesura dell'opera a cui si dedicherà per i sedici anni successivi ed uscirà nel 1939 col titolo Finnegans Wake
Nel 1928 si sottopone ad un'operazione agli occhi. Nel 1931 muore il padre di Joyce e, per ragioni testamentarie,  sposa Nora.

In questi anni Lucia manifesta i primi sintomi di schizofrenia.  Joyce rifiuterà sempre di rinchiuderla in una di quelle prigioni per malati di mente, per non rinunciare, fino all'ultimo, alla speranza in una guarigione. Dopo l'uscita di Finnegans Wake, sia per le dure critiche al romanzo che per l'invasione nazista di Parigi, la depressione di cui già soffriva Joyce si aggrava. Deve inoltre sottoporsi ad ulteriori interventi oculistici per l'insorgenza di cataratta e glaucoma. Alla fine del 1940 si trasferisce a Zurigo, dove l'11 gennaio 1941 venne operato d'urgenza per un'ulcera duodenale.
Il giorno successivo entra in coma e more alle due del mattino del 13 gennaio 1941: viene sepolto due giorni dopo con una cerimonia molto semplice, sotto la neve, sulla collina alla presenza di Nora, Giorgio, Stephen e qualche amico di Zurigo. 

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